Giornata culturale

7 Mag

Ciao a tutti!

Ieri è stata una bella giornata, anche se la pioggia l’ha fatta da padrona! Mattinata di studio intenso in biblioteca, io non molto ma la mia ragazza si. 😉 Ad un certo punto un lampo, ma stavolta di genio: “perchè non andiamo a vedere la mostra sul Caravaggio?” E così è stato!

Fila di un’oretta e poco più per entrare e poi via al contatto con l’arte. La mostra non è vastissima, anche perchè a Roma c’è molto di Caravaggio, però è molto buona. Io personalmente sono rimasto molto impressionato da tre dipinti: “La canestra di frutta“, “Il suonatore di liuto“, “Deposizione di Cristo” e “La conversione di Saulo“. Incredibili direi, realisti all’inverosimile se penso che sono stati realizzati poco più di 400 anni fa. E poi la controversa figura di questo straordinario artista, talentuoso e tumultuoso allo stesso tempo. Affascinante in una sola parola.

Poi la sera abbiamo visto un bel film in dvd, “Brothers“. Il trailer non gli rende giustizia, anzi fa credere tutt’altro rispetto al vero messaggio del film, che è l’esperienza bellica nel quotidiano occidentale. Un gran bel cast che recita molto molto bene, ma d’altronde c’era da aspettarselo da Tobey Maguire, Jake Gyllenhaal e Natalie Portman.

Per concludere la giornata culturale voglio alzare un interrogativo che mi è venuta in mente guardando Annozero di ieri sera. L’Italia è uno Stato, ok. Ma sarà mai un popolo? Me l’ha fatto venire in mente l’intervento di Mario Monicelli, che ripeteva quello di Raiperunanotte. Faceva notare che l’Italia, a differenza di ogni Stato occidentale, non ha avuto una rivoluzione popolare. Nel 2010 sarebbe una scena drastica e probabilmente fuori luogo, ma credo che sarebbe l’unico modo del popolo di farsi sentire da questa classe politica menefreghista.

Sempre che al popolo interessi..

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Una Risposta to “Giornata culturale”

  1. Silvi@ 5 giugno 2010 a 11:09 #

    E noi saremmo un popolo? Il popolo italiano non esiste. Non facciamo che disprezzarci a vicenda. Dal nord al sud c’è così tanta discriminazione che se l’italia fosse spaccata in due a nessuno importerebbe. La gente è diventata “egocentrista”. Anche in uno stessa città o paese le persone pensano soltanto a se stesse, se ne fregano degli altri e a volte se ne approfittano facendo anche del male non solo fisico ma anche mentale. Non c’è più solidarietà ed è questo quello a cui prima di tutto bisognerebbe rimediare. Un popolo unito fa la differenza.

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